Storia
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Revello
Cittadina posta all'imbocco della Valle Po, ai piedi di un versante del massiccio che costituisce il Mombracco. Da alcuni resti, rinvenuti sulla vicina collina, sembra che il sito fu abitato già al tempo dei romani. Ma è durante il periodo del Marchesato di Saluzzo che il Paese divenne importante per la posizione strategica e per l'imponente sistema fortificato. All'interno del ben conservato borgo storico, sono anche presenti interessanti emergenze architettoniche; l'ex palazzo marchionale venne adibito a residenza estiva della marchesa. Da visitare anche la Collegiata, la Chiesa di S. Stefano (o Confraternita, con la facciata decorata da Giovanni Borgna), il "Palazzo Porporato" (dove venne accolto il Beato Ancina durante una visita pastorale), il palazzo della Dogana, la chiesa dei Cappuccini (Monastero di Santa Maria Nuova).
PERCORSO PER
LA VISITA DELL'ANTICO SISTEMA FORTIFICATO
Il Castello , cosidetto sottano, al tempo dei Marchesi di Saluzzo, comprendeva
tre torri; nel 1810 venne in gran parte demolito.
Attualmente e' destinato a sede civica.
Al primo piano, è conservata la Cappella Marchionale con pregevoli
affreschi del Quattrocento.
L'antica tettoia del mercato coperto è ancora sostenuta dalle colonne
del Quattrocento.
La casa a lato della tettoia, già proprietà dei Marchesi, è
caratterizzata da eleganti decorazioni in cotto.
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In
questo edificio venne ricoverato il Beato Giovenale Ancina, vescovo
di Saluzzo, durante la vistita pastorale a Revello.
Le strade che salgono alla Torre dell'Orologio sono fiancheggiate dalle antiche mura. La porta denominata della Madonnina, è ciò che resta del fortilizio d'accesso al sistema difensivo circostante il castello soprano La Torre dell'Orologio è stata ricavata ristrutturando il campanile dell'antica chiesa (pieve) di Santa Maria. |
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Al
suo interno è in allestimento un piccolo museo sulla storia del
Marchesato. |
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Continuando
la salita verso il castello soprano, si giunge a una spianata sostenuta
da solide murature in pietra (rivellino) che costituiva la difesa aggiuntiva
del castello; attualmente l'area, denominata piazza d'armi, è
coltivata a vigneto.
Osservando tra: vegetazione, orti e giardini, della collina e percorrendo le antiche strade, sono ancora visibili una parte dei resti costituenti le mura difensive , come rappresentato nella stampa del Theatrum Sabaudiae . |
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Cenni storici sulla
vicina Pagno
Il Re longobardo
Astolfo, che nel 750 diede l'avvio alla costruzione del Monastero di Pagno.
Una lapide murata nella vicina chiesa Abbaziale ricorda che qui vissero una
regina longobarda e sua figlia Beatrice.
La spiritualità del luogo e l'alto numero di monaci ospitati, che le
fonti storiche più prudenti stimano in circa trecento, ne faranno in
breve tempo uno dei più importanti centri di religione e di cultura.
Le orde saracene che intorno all'anno 1000 sottoposero la regione a ferro
e fuoco, distrussero anche il monastero, ma Adelaide marchesa di Susa e Torino
lo fece ricostruire nel ventennio successivo come sede del Priorato di Pagno.
Durante i secoli gloriosi del Marchesato di Saluzzo anche i Priori di Pagno
contribuirono alla stesura delle pagine più importanti della storia
locale, fino al 1764, quando una Bolla Pontificia ne stabilì la fine
con l'annessione alla Diocesi di Saluzzo.
La chiesa Abbaziale di S. Pietro e Colombano dell'XI° secolo, che cela
nel suo interno, oltre alla celebre cripta longobarda, affreschi dell'XI°
secolo, del XIV°, e del fiammingo Hans Klemer. Le recenti campagne di
scavi archeologici effettuate dalla Soprintendenza per l'Archeologia del Piemonte
all'interno del parco, stanno portando alla luce nuove ed impreviste testimonianze
storiche del suo nobile passato.

La facciata attuale
della Chiesa Abbaziale di S. Pietro e Colombano
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